DanisinniLab Teatro Sociale
Alla fine del mare
50° Festival di Morgana
Venerdì 14 novembre 2025
Sabato 15 novembre 2025
Teatro d’immagine
Alla fine del mare di Gigi Borruso
Associazione Museo Sociale Danisinni
Ex Chiesa di S. Mattia ai Crociferi – Palermo
studio scenico per ombre, attori e suoni
tratto da La crociata dei bambini di Marcel Schwob
adattamento e regia di Gigi Borruso
assistente regia Felicetta Ottavia Giordano
con Gigi Borruso
e con Carla Carta, Alessandra Guagliardito
musiche originali ed effetti sonori di Giuseppe Rapisarda
animatore delle ombre Gabriele Genova
scene e ombre a cura degli allievi di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo,
cattedra di Valentina Console
allievi scenografi progettisti e realizzatori ombre: Luca Alioto, Maura Cattaneo, Aurora Cucina, Maria Graziano, Marzia Francolino, Gabriele Ernani, Francesco Mazzola, Sarah Radicello, Francesco Troia, Provvidenza Valenti
Una coproduzione Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino – Museo Sociale Danisinni
Lo spettacolo prende le mosse da una delle opere più note dello scrittore simbolista francese Marcel Schwob, La Crociata dei bambini.
La vicenda storica a cui l’autore si ispira è ancora oggi dibattuta e confusa fra diverse narrazioni: nel maggio del 1212 un pastore dodicenne di nome Stefano, proveniente da un villaggio della Loira, si presentò al re di Francia, Filippo II, affermando che Gesù gli era apparso, ordinandogli di raccogliere fedeli per la crociata.
Nonostante l’avversione del re e dei teologi, il bambino iniziò a predicare davanti all’abbazia di Saint-Denis: diceva che i mari si sarebbero aperti davanti a loro come il Mar Rosso con Mosè, e che sarebbero così arrivati a piedi fino alla Terra Santa. Il ragazzo viaggiò per la Francia, raccogliendo proseliti, e con una turba di migliaia di fanciulli arrivò sino a Marsiglia. Le autorità, preoccupate, tentarono di liberarsi dei fanciulli, finché due mercanti marsigliesi li imbarcarono promettendo loro di portarli in Terra Santa. Durante il viaggio alcune navi affondarono al largo dell’isola dei Ratti, al sud della Sardegna. I bambini che si trovavano sulle altre navi furono invece venduti dai due marsigliesi come schiavi a mercanti musulmani.
Al di là dei riferimenti storici e leggendari – scrive il regista, Gigi Borruso – l’opera di Schwob pone l’accento sul tema dell’infanzia e del suo mistero; sullo stupore privo di pregiudizi di cui ogni bambino è portatore, del suo senso del “sacro”. È un racconto di creature che si muovono nel sogno, immerse in un abbaglio di luce bianca, in comunione assoluta e disarmante con il creato e con la dimensione dello spirito.
Al centro del viaggio è il Mar Mediterraneo, che nello spettacolo di Borruso spalanca una riflessione sul contemporaneo, sulle storie delle migrazioni del nostro tempo che si muovono su quello stesso mare in senso inverso. Il viaggio verso la Terra Promessa anche questa volta è affollato di mercanti, d’inganni e di violenza. E le bianche ossa degli innocenti continuano a spiaggiarsi sulle nostre coste.
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